Corso di Quantum Computing

Status Attuale
Not Enrolled
Prezzo
35 €

Negli ultimi mesi alcuni importanti colossi del settore ICT come IBM, Google e Honywell, oltre ad alcune dinamiche startup del settore, hanno annunciato i piani di rilascio per i primi computer quantistici impiegabili per usi commerciali.

Si tratta di una generazione di sistemi, denominata NISQ (Noisy Intermediate Scale Quantum computers), intermedia tra gli attuali sistemi di tipo sperimentale e i futuri computer quantistici universali, attesi entro i prossimi 15 anni.

La tecnologia dei computer quantistici non è semplicemente un’evoluzione degli attuali elaboratori, basata su un maggiore grado di integrazione dei componenti elettronici, e quindi di potenza, ma una vera e propria innovazione, fondata su principi matematici e teorici completamente differenti dall’informatica classica.

L’informatica quantistica è infatti una disciplina teorizzata negli anni ’80 che impiega i metodi e le logiche della meccanica quantistica, un sistema matematico, basato sull’algebra lineare, utilizzato sin dagli inizi del ‘900 per descrivere i fenomeni della teoria fisica dei quanti.

Attraverso il calcolo quantistico, molto più complesso dell’informatica classica, è possibile riscrivere algoritmi importanti in molti settori scientifici e tecnologici in modo molto più efficiente. Attraverso un computer quantistico sarà possibile risolvere in tempi di poche ore problemi che oggi richiederebbero miliardi di anni anche per i più potenti supercomputer di cui disponiamo.

Come già accaduto a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, in cui lo sviluppo della teoria dell’informazione e la scoperta dei primi algoritmi fondamentali aveva preceduto la realizzazione dei primi computer, l’informatica quantistica e la scoperta dei primi algoritmi quantistici è una realtà che precede la comparsa dei primi computer quantistici utilizzabili per risolvere problemi reali.

La generazione NISQ, attesa entro il 2025, consentirà di applicare il calcolo quantistico ai primi problemi reali. Le aziende che saranno pronte ad utilizzare questa nuova tecnologia disporranno di un vantaggio competitivo enorme rispetto ai concorrenti.

Al contrario di quello che è accaduto in altre discipline affini, come ad esempio nell’ambito del machine learning tradizionale, la strategia di “vigile attesa” alle spalle dei primi early adopters, per poi entrare con investimenti significativi sul mercato nel momento che si vedono le prime applicazioni reali, nel caso del quantum computing potrebbe non essere la scelta migliore.

L’informatica quantistica è infatti una disciplina molto complessa e la formazione di competenze specialistiche richiede investimenti ingenti e tempi molto lunghi, misurabili in anni più che in mesi.

Lo scenario previsto è quello in cui il primo attore che entrerà sulla scena disponendo della nuova tecnologia disporrà di un vantaggio tale da consentirgli di monopolizzare l’intero mercato.

Per evitare rischi, le imprese che oggi operano nei settori che saranno maggiormente impattati dovrebbero perseguire una strategia di investimenti in acquisizione di know how in modo da essere “quantum ready” e approfittare dei vantaggi e delle opportunità che saranno offerti dai primi computer quantistici commerciali.

In questo momento disponiamo di computer quantistici reali, ancora non in grado di risolvere problemi significativi e reali per le imprese, ma perfettamente in grado di supportare attività di ricerca, formazione e sperimentazione.

Questo corso ha l’obiettivo di fornire le competenze di base sull’informatica quantistica e sull’uso dei computer quantistici.

La complessa meccanica quantistica viene introdotta gradualmente attraverso un approccio empirico e sperimentale. Si tratta di uno dei primi corsi in italiano di quantum computing basato sul metodo “learn by doing“.

Tutte le lezioni, dal taglio essenzialmente pratico, saranno svolte impiegando i computer IBM Q accessibili gratuitamente dagli allievi in modalità cloud, attraverso il portale IBM Quantum Experience.